Un legame tra storia e futuro

Reggiane Parco Innovazione affonda le sue radici a Santa Croce, quartiere popolare che per tutto il Novecento ha accolto le famiglie degli operai delle Officine. Qui la fabbrica ha modellato paesaggio e comunità: accanto alla ferrovia, tra case operaie e capannoni, si è costruita l’identità industriale di Reggio Emilia. Non è solo memoria, ma un legame vivo, radicato in un luogo che ha sempre tenuto insieme lavoro, vita quotidiana e futuro.

La geografia parla chiaro: binari da un lato, il campo prova degli aerei dall’altro - il Campovolo - oggi RCF Arena, tra le più grandi arene all’aperto d’Europa. Un’area nata per connettere produzione e mobilità, dove i treni entravano letteralmente in fabbrica e gli aerei provavano i primi voli. Durante la Seconda guerra mondiale proprio Officine e Santa Croce furono nel mirino dei bombardamenti, lasciando ferite profonde nel tessuto urbano e sociale.

Nel 2008 arriva la chiusura definitiva dello storico ciclo produttivo: la cessione dal Gruppo Fantuzzi a Terex segna la fine di un’epoca e apre un vuoto grande quanto una parte di città. Da area di lavoro a spazio dismesso, il rischio è il degrado. È qui che prende forma la visione del Parco Innovazione: rigenerare, ricucire, restituire senso e funzioni all’ex comparto Reggiane e al quartiere che lo abbraccia.

La riconnessione non è solo un’idea: nel 2022 riapre il braccio storico di viale Ramazzini. L’asse collega Piazzale Europa con viale del Partigiano, ricucendo Santa Croce al Parco Innovazione e alla città. Nello stesso ambito nasce anche il nuovo playground con campi da basket e lo skatepark, tra i più estesi d’Italia, spazi pubblici che riportano vita e frequentazione quotidiana.

Oggi Reggiane Parco Innovazione si apre alla città e dialoga con Campovolo/RCF Arena, proiettando Santa Croce nel futuro tra ricerca universitaria, impresa, cultura, sport e socialità. È un ecosistema che genera opportunità e coesione, rimettendo in circolo l’energia che per decenni ha fatto grande questo luogo.

Questo è il senso profondo del progetto: riscoprire e rinnovare la vocazione delle Reggiane e di Santa Croce, un luogo capace di produrre innovazione e comunità, trasformando una ferita urbana in un laboratorio aperto, condiviso, contemporaneo.

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