Una storia iniziata nel 1901

Dove oggi sorge il Parco Innovazione, un tempo le Reggiane scrivevano una parte fondamentale della storia d’Italia. Qui si sono intrecciati sviluppo industriale e innovazione tecnologica, ma anche guerre, lotte operaie e battaglie sociali che hanno segnato un’epoca. Ogni fase, dalle grandi produzioni fino all’abbandono e alla rinascita, ha lasciato segni tangibili capaci di raccontare oltre un secolo di storia. Oggi quei tasselli compongono una timeline che non è solo memoria, ma lo scheletro e le fondamenta su cui si fonda il Parco Innovazione: un luogo dove passato e futuro convivono.

Le tappe del Parco Innovazione

1901

Accanto alla ferrovia, nel cuore di Reggio Emilia, nascono le Officine Meccaniche Reggiane, fondate dall’ingegner Romano Righi con il nome di Officina Meccanica e Fonderia Ing. Romano Righi & C.

1904

L’azienda cambia volto: viene costituita la Società Anonima Officine Meccaniche Reggiane (OMR). Attorno alla ferrovia prende forma una grande area industriale, con l’obiettivo di costruire treni, vagoni e strutture metalliche che segneranno il futuro produttivo di Reggio Emilia.

1912

Prosegue la crescita delle Reggiane con l’acquisizione della Società Officine Ferroviarie Italiane Anonima. Nello stesso anno l’azienda assume una nuova denominazione: Reggiane Officine Meccaniche Italiane S.A., confermando la sua vocazione nazionale nel settore ferroviario.

1914

Lo stabilimento cambia volto: l’Italia entra in guerra e le Reggiane si dedicano alla produzione militare. Tra cannoni e componenti bellici, la fabbrica cresce e diventa un ingranaggio fondamentale dell’economia nazionale.

1920

Nel clima agitato del primo dopoguerra, gli operai occupano la fabbrica per difendere il lavoro. È un gesto forte, che racconta la centralità dello stabilimento e il legame profondo tra industria e città.

1935

La società aeronautica Caproni acquisisce la proprietà: nasce un reparto dedicato alla progettazione e produzione di aerei.

1939

Vola il Re.2000, primo caccia interamente progettato a Reggio Emilia. L’evento segna l’inizio della stagione aeronautica: le Reggiane entrano nel panorama internazionale con tecnologie d’avanguardia.

1943

Il 9 marzo, durante uno sciopero contro la guerra e la fame, nove operai vengono uccisi all’interno della fabbrica: è l’eccidio delle Reggiane, uno degli episodi più tragici della Resistenza italiana. Dopo l’eccidio, lo stabilimento viene occupato dai tedeschi.

1944

Le Reggiane subiscono gravi danni nei bombardamenti alleati. Parti dello stabilimento vengono distrutte, la produzione si blocca, mentre la città vive mesi difficili sotto l’occupazione.

1945

Finita la guerra, lo stabilimento tenta di ripartire. L’aeronautica militare viene abbandonata, e si torna alla meccanica pesante. Si ricomincia dalle fondamenta.

1950

La fabbrica torna al centro della cronaca: gli operai occupano nuovamente gli stabilimenti per 12 mesi protestando contro i licenziamenti. Durante quel periodo viene progettato e costruito il trattore cingolato R60, simbolo di riscatto operaio e ingegno collettivo. L’occupazione, conclusasi l’8 ottobre dell’anno successivo, apre però nuove strade: da molti ex-operai nasceranno imprese che daranno origine al futuro distretto reggiano della meccanica e della meccatronica.

1960

Con la conclusione della liquidazione coatta, l’azienda riassume lo storico nome di “Reggiane” e, in regime di proprietà pubblica, avvia una nuova fase produttiva. Accanto alle locomotive di nuova generazione, prende forza la realizzazione di impianti per zuccherifici.

1975

Nonostante le difficoltà della crisi energetica, le Reggiane cercano nuove strade: progetti di meccanica pesante e impiantistica industriale si affiancano a commesse per l’estero. L’azienda prova a restare competitiva in un mercato sempre più globale.

1980

La concorrenza internazionale diventa serrata. Le Reggiane riducono progressivamente gli organici, mentre una parte degli stabilimenti viene riconvertita o destinata alla realizzazione di grandi impianti di dissalazione per tutto il pianeta.

1987

Il rilancio delle Reggiane passa attraverso la costruzione di gru portuali di grande potenza e innovazione. Tra queste spicca la nave-gru Micoperi, utilizzata in tutto il mondo per l’installazione di piattaforme petrolifere, simbolo della capacità dell’azienda di competere su scala internazionale.

1992

Il marchio Reggiane viene acquisito dal Gruppo Fantuzzi, specializzato in soluzioni per la logistica industriale, diventando Fantuzzi-Reggiane. È una nuova fase dove la produzione si concentra sulle gru portuali per i terminal internazionali.

2008

Dopo oltre un secolo di attività, la storia produttiva delle Reggiane si chiude con la cessione dal Gruppo Fantuzzi alla multinazionale Terex. È un passaggio decisivo che segna la fine dell’era manifatturiera e apre la strada alla futura trasformazione urbana dell’area.

2010

Viene siglata l’intesa per la realizzazione del Tecnopolo nel Capannone 19: Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna e altri partner avviano insieme il progetto di un nuovo polo dedicato all’innovazione e alla ricerca.

2013

Viene inaugurato il Tecnopolo di Reggio Emilia. È il primo edificio dell’area delle ex-Reggiane a essere recuperato, un punto di svolta: la ricerca scientifica entra in uno spazio un tempo dedicato alla produzione industriale.

2015

Viene costituita la società STU Reggiane Spa, partecipata dal Comune di Reggio Emilia e da Iren Rinnovabili. Il suo compito è coordinare la rigenerazione dell’area delle ex-Reggiane.

2019

Vengono conclusi i lavori di rigenerazione nel Capannone 18: la città ha un nuovo spazio per imprese, startup e uffici innovativi.

2022

Si conclude il secondo lotto di rigenerazione urbana con campi da basket e skate park, e viene riaperto il braccio storico di viale Ramazzini. Nello stesso anno il progetto ottiene il Premio Ala Assoarchitetti al concorso Dedalo Minosse e una menzione per il Tecnopolo al premio nazionale Architettura Chi e Come.

2023

Viene inaugurato il Capannone 17. Nello stesso anno il progetto di riqualificazione del Capannone 18 ottiene un prestigioso riconoscimento a livello nazionale: il Premio In/Architettura 2023 nella categoria “Rigenerazione”, riconoscimento poi confermato anche a livello regionale.

2024

Reggiane Parco Innovazione entra in una nuova fase di crescita: viene inaugurato il Capannone 15C, completata la riqualificazione dell’ex Mangimificio Caffarri e del Capannone 15B. Nello stesso anno viene sottoscritto l’accordo per la rigenerazione della Cattedrale”.